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LA LEGGEREZZA DI UN MACIGNO

L. | classe 1991.
Conosco poche cose di me. Non chiedetemi come sono, non lo so.
E poi cosa sono? Un essere umano in perenne crisi esistenziale? Forse.
Mi classificano come una depressa complessa. Io mi definerei infelice.
Ma poi dicono che la felicità è fatta di attimi. Quindi forse, raramente, sono felice.

Ogni tanto mi ricordo che sono ancora sono viva anche se son sola e con pochi amici che vedo pochissimo. Mi isolo dal mondo, ma al tempo stesso vorrei scappare via da qui per scoprirlo.

Ho davvero poco e me lo faccio bastare.

Ho un pensiero che mi sta tormentando: Cosa regalo quest’anno a mia madre per il suo compleanno? E poi per la festa della mamma, che è pochi giorni dopo? Magari le faccio un unico regalo; io che non le ho fatto mai regali, se non le letterine quando ero piccola, ed è una cosa bruttissima da dire lo so.

Vorrei le bastasse un abbraccio che non so dare.

Se i Social network fossero sempre esistiti // Facebook

Oh ragà, io domani sto co’ Leopardino mio.
paraskewipalaska:

every woman needs a “fuck crown”.

Oggi pomeriggio essendo rimasta a casa, ho avuto la brillante idea di scattarmi qualche foto. Ogni tanto mi piace fotografarmi. Poi però non riesco a capire perchè in foto mi vedo comunque apprezzabile (se non fosse per il naso) e dal vivo mi vedo un brutto anatroccolo in mezzo a dei cigni fantastici. Sono sempre e comunque io.

Boh. E chi mi capisce? Io no di sicuro. E neanche tu.

Il mio Gold Bunny prima di dirmi addio - che poi dirmi addio no, visto che verrà mangiato da me medesima - mi ha pregata di fare alcuni scatti insieme tanto per avere un suo ricordo.

Grazie madre per avermi fatto questo regalo a cui dovrò subito dire addio ed accogliere nel mio stomaco.

E comunque spero per voi sia stata una piacevole giornata.

Un saluto da me e dal mio coniglietto (per lui è l’ultimo).

20. Aprile 2014

Lo so che non ho una casa al mare
ma mi farò trovare
seduto sulla spiaggia
verso le sette e un quarto quando
il sole diventa gentile
e i bagnanti unti e impanati
son rincasati.

Sarai stanca per il viaggio
sarai stanca per la vita
ti farò riposare su di me
guarderemo la grande palla di fuoco
scomparire nel silenzio.

Mi chiederai se ti son mancato
ti risponderò, credo di sì, lo spero. Lo so.
Ti chiederò se mi sei mancata
risponderai, tanto.

Come che cosa?
Come la notte ai vampiri
Poi?
Come il latte ai corn flakes
Poi?
Come il terzino che salva di testa sulla linea, al portiere
Poi?
Come la benzina allo Zippo
Poi?
Come la pera al cacio
Poi?
Come le labbra al bacio
Poi?
Come quello che sta sotto la trave d’equilibrio e t’acchiappa al volo se cadi, alla ginnasta bambina.

E sarà notte
mi chiederai di fare le cose con calma
ti mostrerò le stelle
te le mostrerò piano e bene.

Anche se le stelle
io
forse lo sai
mica le ho mai sapute.

- Guido Catalano

- ti amo
- poi?

- ti odio
- poi?

- ti amo
- poi?

- ti odio
- poi?

- ti amo
- poi?

- basta
- ah finisce con ti amo?

- eh sì
- figata!

- ci puoi scommettere
- minchia pensa se finiva con ti odio!

- minchia sì, era una bruttissima storia vero?
- no, troppo brutta, troppo troppo!

- cioè pensa solo se tu eri lì con me che ti dicevo, ti amo, ti odio, ti amo, ti odio, ti amo, ti odio, ti amo e poi a un certo punto ti dicevo ti odio, e tu mi dicevi: poi? e io ti dicevo: poi un cazzo zia, ti odio!
- minchia

- eh minchia sì
- cioè quindi mi ami?

- no
- mi odii?

- no
- ah

- ci sei rimasta male?
- no, basta che non mi odii

- no, vai tranquilla
- mi vuoi un po’ di bene magari?

- sì zia, un po’ bene sì, dai ci becchiamo dopo
- un po’ di bene va bene

- si zia ciao
- ciao

- Guido Catalano